Relazione finale

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Curare col sorriso:
una rete sinergica nel Veneto
un progetto di terapia del sorriso per le Pediatrie del Veneto
con uno studio di esportabilità in un reparto di Geriatria – Anno 2009-2010

Il progetto prevedeva come obiettivo principale quello di studiare e sperimentare un modello integrato di attività psico-educative (M.I.Te.S.) per i bambini ricoverati nelle U.O. di Pediatria afferenti al progetto (Padova, Piove di Sacco, Belluno, Chioggia).
Per offrire un quadro chiaro delle attività abbiamo strutturato questa relazione in modo da elencare le 7 azioni del progetto, descrivendone risorse e criticità.

Azione 1
Censimento regionale sulle attività di terapia del sorriso in ambito pediatrico

Per strutturare questo tipo di ricerca-azione abbiamo sentito la necessità di conoscere  quali tipi di attività psico-educative venivano effettuate nelle pediatrie del Veneto per il benessere del bambino ospedalizzato.
Abbiamo quindi predisposto una griglia di raccolta dati relativa a tali attività in atto nei reparti di pediatria del Veneto, in modo da evidenziare quelle più o meno strutturate per il benessere del bambino in ospedale.

In seguito alla mappatura dei reparti pediatrici presenti nella  regione Veneto  è stata riscontrata la presenza di 36 reparti all’interno delle diverse ULSS. Ai fini della nostra ricerca 32 di questi sono stati oggetto di rilevazione tramite questionario strutturato, volto ad indagare la presenza di attività di gioco/animazione e altre pratiche non mediche realizzate con il fine di  promuovere la salute ed il benessere del bambino ricoverato. Gli altri quattro reparti risultano essere dedicati esclusivamente  a patologie neonatali e nido. Attualmente 27, il 75%, degli intervistati hanno risposto alla nostra indagine, svolta tramite visite in loco e dialogo con i referenti delle attività, oppure via telefono o e-mail. I dati riportati fanno quindi riferimento a questo 75% (in allegato)

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Azione 2
Modellizzazione di un programma di terapie del sorriso (M.I.Te.S.) e definizione degli standard operativi

Il punto di partenza del nostro progetto è stato quello dell’analisi della letteratura relativamente alle definizioni di terapie del sorriso. Abbiamo implementato questa azione attraverso Journal Club tra i professionisti coinvolti nel progetto e il supervisore della facoltà di Scienze della Formazione. Questa prima fase è stata utile per definire il nostro concetto di terapia di sorriso e descriverne le applicazioni possibili, nonché per informarci sulla letteratura scientifica che ne descrive prassi e potenzialità.

Abbiamo costituito un tavolo di lavoro interaziendale per la messa a punto dei criteri guida e delle indicazioni operative per l’attivazione del M.I.Te.S. da applicare all’interno delle strutture sanitarie partner, e lo abbiamo fatto con i primari dei reparti pediatrici coinvolti.
Abbiamo compiuto una vasta ricerca per definire un repertorio di terapie del sorriso atte a costituire un “Modello integrato di terapie del sorriso”, (musica-, arte-, clown-terapia, body massage, creatività guidata, ecc.) in rapporto alla tipicità del target e delle patologie e sulla base delle risorse disponibili a livello locale e condivisibili con gli altri partner.
Successivamente abbiamo organizzato dei piccoli seminari di sensibilizzazione finalizzati a far conoscere l’efficacia delle attività psico-relazioni per il bambino in ospedale. In questi seminari abbiamo coinvolto i volontari delle associazioni che operano in pediatria e il personale infermieristico. I corsi effettuati riguardavano i seguenti temi: Massaggio Ayurveda, Tecniche grafiche-pittoriche, Pet therapy, Clown-therapy.

AZIONE 3:
PROFILO DEL PROFESSIONISTA DEL SETTORE PSICOPEDAGOGICO

Nel nostro progetto abbiamo identificato figure professionali utili per formare un équipe  multi-disciplinare tra cui:

1. (4) Educatori professionali con specifica formazione legata all’ambiente socio-sanitario.
2. (1) Psicologo con specifica formazione nell’età evolutiva. Il professionista ha svolto la funzione di Coordinatore del M.I.Te.S. (Co.M.I.Te.S.) nei reparti ospedalieri. Il suo ruolo è stato quello di coordinare le attività nelle sedi periferiche, nella sede di Padova e di fungere da referente con le persone coinvolte nel progetto (volontari, primari, personale infermieristico)
3. (1) Pediatra, dirigente medico dell’Azienda Ospedaliera di Padova, responsabile del progetto e supervisore dei processi organizzativi e di ricerca.
4. (2) Psicoterapeuti  che hanno condotto la supervisione psicologica per evitare il fenomeno del burnout negli operatori.
5. (2) Infermieri dell’area pediatrica (in particolare dell’area nefrologica) come referenti dello studio sul massaggio Ayurveda
6. (1) Ricercatore/docente della Facoltà di Scienze dell’Educazione che si è occupato della supervisione delle educatrici professionali e conduzione dei journal club.
7. (2) Epidemiologi che hanno seguito l’analisi dei dati delle varie ricerche effettuate, sulla figura dell’educatore, del volontario, sull’attività di massaggio ayurveda.
8. Volontari con specifiche competenze:
a. (48) Clown di corsia
b. (58) animatori volontari
c. (5) Musicoterapeuti
d. (4) operatore del massaggio shiatzu
e. (6) operatori del massaggio ayurvedico
f. (8) Artigiani pasticceri
9. (1) Addetto di segreteria

Agli educatori professionali e allo psicologo-coordinatore è stata data la possibilità di effettuare un tirocinio pratico presso la struttura ospedaliera in modo da comprendere, studiare e vivere la realtà pediatrica nelle sue specificità (durata 120h).

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Azione 4: Operatività dei Co.M.I.Te.S. 

Un lavoro molto importante è stato quello del coordinamento tra le figure professionali coinvolte nel progetto e con i referenti esterni. Nella scheda descrittiva degli indicatori di progetto abbiamo esplicato il numero di incontri che abbiamo avuto sia tra i professionisti del progetto, sia con i coordinatori del m.i.te.s. locale, sia con i referenti del volontariato (associazione dottor clown padova, vip padova, gruppo paddi, dottor clown belluno, avo belluno). Questi incontri avevano come intento quello di supervisionare il lavoro in atto e di creare una rete collaborativa tra i centri partner.
Inoltre sono state effettuati circa 12 incontri di supervisione e sostegno psicologico per l’elaborazione dei vissuti e la prevenzione del burn-out condotte da 2 psicoterapeute.

Azione 5: ruolo e requisiti del volontario
Abbiamo effettuato un ricognizione delle risorse provenienti dal settore del volontariato ed utilizzabili in ambito pediatrico, disponibili a livello locale e condivisibili fra i vari centri partner, in vista di una loro inserimento nel M.I.Te.S.. E’ stato un modo per scambiare idee nuove tra i centri pediatrici coinvolti e per conoscere e valorizzare il ruolo del volontario.
Attraverso un questionario e dei colloqui individuali abbiamo cercato di comprendere meglio l’agire volontario, investigandone la motivazione e le necessità formative (alleghiamo studio specifico).
Un altro obiettivo raggiungo con questo progetto è quello di aver coinvolto maggiormente il volontariato nei tavoli decisionali e di coordinamento.

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Azione 6: Monitoraggio e valutazione

E’ stato importante per noi fare un lavoro di ricerca che potesse sia provare l’efficacia delle attività che proponiamo per i bambini ospedalizzati e sia quantificare il carico di lavoro descrivendone le caratteristiche procedurali.
Per una mera archiviazione quantitativa abbiamo strutturato per tutti e quattro le sedi operative (Padova, Belluno, Piove di sacco, Chioggia) una cartella generale nella quale per ogni situazione laboratoriale abbiamo rilevato: DATA, ATTIVITA`, LUOGO, Nº BAMBINI, ETA’ , PRESENZA DI EDUCATRICI, STAGISTI, VOLONTARI, GENITORI

Ciò ha permesso di monitorare il numero di bambini partecipanti e la presenza di volontari, tirocinanti e familiari.
Nello specifico per quanto riguarda le attività svolte presso il Dipartimento di Pediatria di Padova questo monitoraggio ha fatto emergere che in ogni attività in media troviamo

 15 bambini di età variabile fra 2 e 20 anni
 5 volontari
 1 tirocinante/stagista
 7 genitori.

Presso il reparto pediatrico di Belluno i bambini presenti alle attività sono stati in media 3, di età variabile, soprattutto della fascia 6 – 12 anni, con la presenza costante di un genitore e la collaborazione di un volontario 3 pomeriggi a settimana, afferenti all’associazione A.V.O. della sezione locale.
Per quanto riguarda Piove di Sacco e Chioggia alle attività hanno partecipato in media 3 bambini, d’età media di 5 anni, con la presenza dei genitori nell’87% dei laboratori proposti.
Per quanto riguarda il monitoraggio delle attività laboratori con i bambini ospedalizzati sono state utilizzate delle schede personali (Pagelle del Sorriso) nelle quali abbiamo annotato:
1. il livello gradimento di ogni singolo bambino, utilizzando la scala Wong Baker con punteggio da 1 a 6
2. dati osservativi.
Il gradimento è stato chiesto a tutti i bambini dal 5° anno d’età compiuto, una volta al giorno (mensilmente pomeriggio o sera); abbiamo così raccolto in totale 670 valutazioni personali delle attività dai protagonisti alle quali vengono rivolte.
In questa sorta di cartella clinica abbiamo inserito informazioni relative allo stato di adattamento del bambino, valutando gli aspetti educativi e il grado di relazione con gli altri bambini/personale medico e gli educatori presenti durante le attività.

Le attività proposte sono state calendarizzate mensilmente presso il Dipartimento di Pediatria di Padova durante le riunioni di coordinamento dei Co.M.I.Te.S., con la possibilità di subire variazioni soprattutto nelle sedi periferiche, dovute principalmente all’età e al numero dei piccoli degenti.
Per quanto riguarda i genitori abbiamo somministrato circa 500 questionari ai familiari dei bambini che hanno partecipato alle attività, con lo scopo di valutare il loro gradimento relativo alle attività da noi proposte, sia in generale che nel particolare (in relazione agli specifici laboratori proposti), al grado di conoscenza delle stesse e al grado di beneficio percepito dai genitori personalmente.
Il questionario, composto da 30 quesiti, suddivisi in 28 domande a scelta multipla e 2 aperte in cui il genitore ha avuto lo spazio per sottolineare, inoltre, la motivazione per la quale, dal suo punto di vista, è importante che in  un Ospedale pediatrico ci si prenda cura del bambino anche con il gioco e con i vari laboratori creativi.
L’azione di monitoraggio e valutazione con i genitori è stata utilizzata per modificare le attività sulla base dei loro suggerimenti; è stato un utile momento di scambio e ci ha permesso di confrontarci più profondamente con i genitori, migliorando le attività offerte nei vari reparti per i piccoli ricoverati.
Per le ricerche specifiche sulle attività del massaggio Ayurveda, Laboratorio di pasticceria, Laboratori creativi, laboratori con materiale sanitario rimandiamo agli allegati.

SCARICA LA RELAZIONE SUL MASSAGGIO AYURVEDA

SCARICA LA RELAZIONE SUL LABORATORIO DI PASTICCERIA

SCARICA LA RELAZIONE SUI LABORATORI CON MATERIALE SANITARIO

SCARICA LA RELAZIONE SUL GIOCO

 

Azione 7  Sensibilizzazione e  disseminazione dei risultati

Il 20 dicembre 2010 ha avuto luogo il Convegno Regionale “Curare con il sorriso” che ha permesso di evidenziare i risultati del progetto di ricerca e divulgarli (alleghiamo materiale descrittivo)

Gli interventi, esplicativi di una specifica area del progetto, sono stati:

– I bisogni esistenziali dei bambini in ospedale: le attività psico-educative e la loro applicabilità, presentato dal Dott. Carlo Moretti, medico pediatra, responsabile del progetto.

– la figura dell’educatore professionale in pediatria, presentato dalla dott.ssa N. Bobbo, pedagogista, supervisore pedagogica

– la realtà del volontariato in pediatria con particolare riferimento ad una ricerca svolta all’interno del Dipartimento che ha coinvolto un campione di 47 volontari evidenziando l’attività volontaria come risorsa da valorizzare, presentato dal dott. Salvatore Sechi, psicologo

– l’attività di pet-therapy come attività condotta da personale formato che permette di migliorare lo stato d’ansia  e stress del bambino ricoverato; contributo questo supportato da una ricerca effettuata durante le sedute con i bambini del Dipartimento di Pediatria di Padova (dott.ssa M. Montanaro, psicologa)

– Il massaggio in pediatria come antidoto per la paura e l’ansia causate dall’ospedalizzazione (dott.ssa S. Guerra, psicologa) accompagnato dall’intervento di due esperti; del massaggio Ayurvedico (A. Ranalli, massofisioterapista, esperto di medicina ayurvedica e medicina tradizionale cinese) e del massaggio Shiatsu (M. Fogarolo, Direttrice scuola internazionale di  shiatsu – Padova).

– Fattibilità e potenzialità di alcuni laboratori per bambini ospedalizzati quali i laboratori sanitari, i laboratori creativi, l’attività di gioco e i laboratori di pasticceria, presentati dalle Dott.sse E. Fontana, S. Comunian, F. Cisotto.

– Censimento delle attività psico-educative nelle pediatrie del Veneto, è stato un intervento esplicativo delle attività che si effettuano nelle pediatrie della Regione Veneto.

Erano presenti numerosi studenti (della facoltà di scienze della formazione, medicina e chirurgia e scienze infermieristiche) interessati a sviluppare le tematiche legate all’accoglienza del bambino ospedalizzato e alla promozione del suo benessere non solo medico.
I partecipanti si sono dimostrati interessati e partecipi nel discutere e porre domande ai relatori
La numerosa partecipazione (187 presenze) ha visto coinvolte molte realtà venete e questo ci fornisce un indicatore sull’efficacia della rete costituita tra le realtà pediatriche della nostra Regione.

  • Play is the work of children